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Artistante, arte e marchio slow fashion accessori moda, shop online

Benvenuti nel mio laboratorio,
dove l’arte si fa con tutto.

A differenza di quel che si è portati a credere, essere creativi non è un dono, è un’abitudine come un’altra. Ci si può mettere più o meno impegno e raggiungere risultati più o meno brillanti, ma per disegnare basta una penna e uno spunto, anche se non ha neppure la dignità di un’idea.

Quando ho iniziato Artistante non avevo un progetto, avevo piuttosto il bisogno di trasformare l’abitudine a creare in elementi che potessero definirmi, ed essere utili a definire altri oltre me.

Ho iniziato, semplicemente.

Artistante, laboratorio artistico di pittura e tessuti stampati, pattern design, pittura contemporanea. Artista Toscana, arte contemporanea italiana, artigianato artistico made in Italy
Artistante, laboratorio artistico di pittura e tessuti stampati, pattern design, pittura contemporanea. Artista Toscana, arte contemporanea italiana, artigianato artistico made in Italy
Artistante, laboratorio artistico di pittura e tessuti stampati, pattern design, pittura contemporanea. Artista Toscana, arte contemporanea italiana, artigianato artistico made in Italy

Come è nata Artistante

Le forze che mi muovono sono la curiosità, la dedizione, l’intuizione, la magia.

In Artistante uso queste forze, le trasformo in energia e la ricevo indietro elevata alla enne. Esistono altre ricette, altri metodi: questo è il mio, lo costruisco giorno per giorno e mi appartiene quanto io appartengo a lui.

Come tutte le scoperte ci sono arrivata per gradi.

Da che mi ricordi ho sempre scritto, disegnato, dipinto, realizzato giornalini, blog, illustrazioni e vivevo questi innumerevoli esperimenti come la mia personale fune da equilibrista giocoliere. Per tutti gli anni della scuola, i linguaggi espressivi mi tenevano sollevata da terra a trovare nuove traiettorie per la mia curiosità. Dopo l’università pensavo di aver avuto l’idea geniale: adesso faccio un lavoro creativo così invece che sulla fune sospesa faccio roteare le forze che mi agitano e mi tengono viva, seguendo un percorso più stabile, inquadrato e sicuro.

Sono diventata socia di una software agency per la quale mi occupavo di progettazione di interfaccia:  applicavo la mia creatività a progetti prestigiosi, ricevendo apprezzamento di clienti e colleghi, ma non avevo energia per fare NIENTE altro.

Dovevo andare oltre, trovando una strada che mi permettesse di continuare a sperimentare e che non mi togliesse le energie necessarie alla ricerca. Così ho dipinto: avevo in cantina una tela 100×70 cm, sulla quale ho impiegato materiale di scarto che avevo a casa, colori rimasti inutilizzati per troppo tempo, quelli avanzati che non si erano asciugati. Non sapevo neanche dove e se l’avrei esposta, ma volevo innescare un processo circolare: creare per definirmi e consentire ad altri di riconoscersi.

Era già Artistante e non sapevo che questo intento sarebbe diventato un progetto: la mia nuova dimensione, il mio habitat quotidiano, il mio patto con gli altri.

Da allora scelgo i formati su cui creare, e, nel tempo, alle tele sono seguiti i tessuti, le sciarpe, le borse, le stampe, i foulard, gli ex libris.

Quella prima tela si chiama We Need a break ed è appesa nel mio salotto dal 2017.

Da quel momento Artistante non si è più fermata. Chi sceglie una mia creazione non solo acquista un pezzo di me che condivide, ma rimane nell’alchimia della creazione inviando mail, commentando il blog, seguendomi sugli account social, mandandomi lettere e messaggi. 

Quando ho iniziato non sapevo di volere proprio questo, ma com’è venuto non mi dispiace affatto e ora fa parte di me.

La pittura non è fatta per decorare gli appartamenti. È uno strumento di guerra offensiva e difensiva contro il nemico.

Ogni atto di creazione è, prima di tutto, un atto di distruzione.

Ogni bambino è un artista. Il problema è come rimanere un artista una volta cresciuto.

Pablo Picasso

Si costruisce a partire dal fallimento, usandolo come pietra miliare. Si chiude la porta sul passato, senza dimenticare ciò che è stato, ma anche evitando di concentrarsi sugli errori. Il fallimento, il passato, gli errori non debbono drenare la nostra energia, né il nostro tempo, né lo spazio.

Johnny Cash

I MATERIALI

La sostanza che dà vita alla creatività e rappresenta i miei valori

La mia priorità è la riproduzione del disegno e la promessa della luce che accarezza la sostanza del materiale e fa vivere forme e colori.

Le tavole nascono da una ricerca che si applica a diverse tecniche: dipingo su tela, o su carta con china, acquerelli, pennarelli, scarabocchio con le penne, o passo al disegno digitale sul mio iPad. Si aprono e si chiudono dei cicli, alcune idee e messaggi ritornano di continuo, altri mi abbandonano poco dopo avermi toccata. Ad un certo punto, nasce una collezione, una sorta di racconto in capitoli costituito da una piccola serie di temi. È così che comincio ad immaginare una nuova vita per i miei disegni, una calata nel quotidiano e nella materia: scelgo prima il materiale e poi il formato per tradurre quello che ho creato.

Più volte è nato prima l’amore per un tessuto e per come immagino reagisca al colore, che la progettazione dell’accessorio. Le georgette non sarebbero esistite se non mi avessero messo in mano il campione di tessuto e non ne avessi intuito la resa una volta stampato.

Gran parte di quello che faccio si indossa, dunque cerco tessuti ecologici ed etici. Il che significa che possono essere di due tipi:

Se sono tessuti naturali (cotone, lana, seta, lino) ho cercato, nel tempo e sbagliando molte volte, di capire quali tipologie fossero più adatte alle diverse produzioni (twill, chiffon, voile o georgette per la seta, popeline o mussola per il cotone e così via).

Se sono tessuti artificiali, sono il risultato di tecnologie il più possibile circolari, vedi le varie viscose vegetali, tra cui il bamboo.

Impossibile ignorare che il mio lavoro d’artista e la produzione dei diversi formati è imperniata sull’elemento chimico colore, ebbene mi assicuro che i colori rispondano ai criteri di riduzione della tossicità alla base dello standard europeo REACH.

Ed arriviamo al rispetto dei diritti e dei bisogni dei lavoratori, che compare come ultimo criterio di scelta ma non è meno importante dei precedenti: Blue Sign, Fair Wear e Fair Trade identificano che i tessuti scelti non sono il prodotto di sfruttamento e abusi.

I PROCESSI

Arte, artigianalità, moda slow

Sono un’artista, le mie fantasie non sono alla moda. Per questo, non vanno mai fuori moda e non devo rincorrere le tendenze. Non disegno né produco seguendo le stagioni, le mie collezioni sono tali perché tenute insieme da un filone artistico.

Piuttosto che produrre per un mercato indistinto e accumulare merce invenduta, preferisco l’approccio slow fashion: metto in produzione piccole collezioni artistiche, che non seguono il ciclo delle stagioni, ma si ispirano all’arte, con ritmi che dipendono solo dal lavoro artigianale e dalla risposta degli appassionati.

Realizzo con le mie mani alcuni formati, come le Cubotte, e ho deciso di produrne altri proprio perché potevo farli realizzare da altre mani più esperte, soprattutto la seta, che faccio lavorare a Como, sia per i Foulard che per le Sciarpe. Artistante parte dalle mie mani e ritengo importante conservare quanto più possibile l’artigianalità del processo produttivo. Artigianale significa realizzato con la sapienza accumulata nel tempo e il lavoro delle mani. Ho visto le mani che producono i miei foulard e sciarpe muoversi abilmente, le ho strette in segno di riconoscenza e fiducia: so che ognuno dei miei formati rappresenta questa catena di persone prima, e poi di gesti tecnici e di passaggi di produzione fino ad arrivare nelle mani e nella vita di chi lo compra.

I FORNITORI

Preziosi compagni di viaggio

Far scivolare la mano su un foulard di seta Artistante oggi è una scoperta. Per me un documentario di viaggio.

Allo stesso modo della creazione artistica, e della scelta dei tessuti, anche la selezione dei fornitori che contribuiscono alla produzione dei formati Artistante ha richiesto un lungo percorso di chilometri e tappe. 

Ci sono voluti diversi viaggi e molti tentativi (ed errori!), stampando piccole quantità di tessuto a costi altissimi,  per imparare a “andare in stampa” sui diversi supporti. Quando mi sono sentita abbastanza sicura del mio lavoro, ho capito che per ottenere un risultato perfetto dovevo trovare fornitori specializzati, evitando quelli che stampano la seta con la stessa macchina con cui stampano il poliestere o il cotone, con settaggi ottimizzati per produrre pochi metri per volta. Questo significava investire: per accedere ai fornitori migliori, dovevo alzare i minimi di ordine, acqistando non dieci, ma centinaia di metri di tessuti pregiati alla volta.

Per la seta, ho impiegato due anni di tentativi prima di essere ricevuta da una delle realtà storiche del comparto tessile comasco, perché i professionisti del settore non si scomodano per un progetto campato in aria messo in piedi da una dilettante. Solo dopo aver dimostrato di essermi fatta le ossa e di avere un vero progetto artistico, mi è stato possibile attingere alla fonte, andando a collaborare con i detentori del know-how del tessile made in Italy.

Oggi la stampa delle mie fantasie è affidata ad aziende tessili in cui generazioni di titolari e tecnici hanno raffinato processi e perfezionato prodotti, con macchinari dedicati e la costante passione per l’eccellenza. Grazie alla loro collaborazione, sono in grado di ottenere stampe ad alta risoluzione perfettamente calibrate, con una resa ottimizzata per il tesuto di destinazione.

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La Newsletter Artistante è differente.

Questa è una newsletter interattiva: coinvolgo i miei iscritti nei miei progetti, perché da loro ricevo sempre i suggerimenti migliori. Mi piace leggere le loro opinioni e li coccolo con omaggi e viaggi pindarici nel mondo dei colori. Questa è una piazza, con una giostra, un'edicola, qualche panchina e, ovviamente, un'esposizione d'arte itinerante.

Grazie!