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Come mai rosso e blu sono un abbinamento vincente nell'arte, nella moda e nel design?

Alcuni abbinamenti di colori ci risultano più familiari di altri, come se racchiudessero un codice universale che ce li fa percepire come armonici. È il caso del rosso con il blu, di cui parliamo oggi per #artistantecolore.

L’abbinamento Rosso e Blu nella moda e nel design

Se dico rosso e blu, cosa vi viene in mente? Molte bandiere importanti, senza dubbio, ma anche una quantità di brand nazionali e internazionali. Rosso e blu è un abbinamento sdoganato anche dalla moda, bel oltre lo stile marinaresco, principalmente se il colore principale è il blue navy e l’accessorio di un un bel rosso carminio brillante.

Come mai rosso e blu sono un abbinamento vincente nell'arte, nella moda e nel design?
Abbinamento rosso e blu: storia dell'arte e del design - Artistante

Perché rosso e blu funzionano insieme?

Probabilmente non vi è mai capitato di riflettere sul perché rosso e blu risulti un abbinamento così diffuso e vincente e, se provate adesso, vi verrà forse in mente la regola degli opposti, che però non si applica, perché rosso e blu non sono complementari. Il complementare del blu, infatti, è il giallo. Anche scomodando la triade, se centriamo il rosso, con il blu finiamo in una zona limitrofa al verde, quindi il primo dato interessante è che le famose regole per gli abbinamenti si applicano al mondo reale come la geometria euclidea, avete presente? Affascinanti le linee parallele, ma non esistono.

Come mai rosso e blu sono un abbinamento vincente nell'arte, nella moda e nel design?

Rosso e blu, oppure Rosa e Celeste: questione di gradazione

Il rosso e il blu si sono sempre contrapposti nella storia del costume e dell’arte. Per gradazione di luce, abbiamo come risultato la contrapposizione di rosa e celeste. Vi sembrerà strano, ma fino a non molto tempo fa il rosso era considerato il colore potente, quello abbinato alla mascolinità, pertanto era il rosa, non il celeste, il colore che si consigliava di far indossare ai bambini maschi. Il celeste era considerato più delicato, malinconico e insapore, perché proveniente dal blu, che con le suo note notturne non si addiceva alla rappresentazione del potere: del resto, il sangue è rosso, così come il fuoco, le giubbe dei soldati inglesi e le vesti dei cardinali. Della diffusione di questa convinzione si ha testimonianza anche in un articolo del 1893, del New York Times che dettava le regole per l’abbigliamento del neonato. Con un pizzico di sarcasmo, l’autrice aveva azzardato anche una spiegazione provocatoria, scrivendo che, del resto, le aspettative dei maschi erano senza dubbio più rosee di quelle delle femmine e che queste ultime dovevano avere una “fifa blu” al pensiero di crescere in un mondo ostile alle donne. Insomma, la faccenda era confusa sui colori, ma già allora molto chiara sulla questione del patriarcato.

Perdonatemi, sto divagando: torniamo subito al rosso e al blu, ma prima andate a vedere il lavoro di Jeongmee Yoon “The pink&blue project

Come mai rosso e blu sono un abbinamento vincente nell'arte, nella moda e nel design?

Il rosso e il blu fanno vendere i quadri?

In qualunque ambito si indaghi, la presenza dell’uno rimanda all’altro, come fossero alternativi e, in fondo per questo, inseparabili.

Questo è vero nella moda, ma molto di più nell’arte. Che i dipinti con un contenuto di rosso e blu fossero quelli più appetitosi, i mercanti d’arte lo hanno sempre spacciato come un dogma di marketing, ma ultimamente è saltata fuori anche la prova scientifica. Tutto è nato da un editoriale del 2013 di Philip Hook, senior paintings specialist presso Sotheby’s, che asseriva che rosso e blu “tendono ad essere buone notizie”, ovviamente dal punto di vista dei venditori, perché, a suo parere, erano in grado di far lievitare le quotazioni di un’opera. Il CentERlab della Tilburg University in Olanda ha preso la palla al balzo e ha deciso di provare a dimostrare questa affascinante teoria. 

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Abbinamento rosso e blu: storia dell'arte e del design - Artistante

Il rosso e il blu fanno vendere l’arte, abbiamo la prova scientifica

Come primo test, i ricercatori hanno deciso di mettere insieme un database di opere vendute tra il 1994 e il 2017 e di prenderne in considerazione il prezzo di vendita. Per evitare che altri fattori, oltre al colore, incidessero in maniera significativa, hanno costruito questo database eliminando tutte le distrazioni: i dipinti dovevano essere astratti, non figurativi, privi di elementi di richiamo come materiali e supporti troppo specifici e stimolanti. Insomma, erano tutti rettangolari e colorati, questo  tutto.

Ebbene, è risultato che per i dipinti con i colori rosso e blu, abbinati e non, si era incamerato un guadagno maggiore, in media, di oltre il 10%, con punte del 13-14% per i quadri a prevalenza blu. 

Oltre a questa raccolta dati, i ricercatori hanno anche utilizzato 500 studenti, provenienti da diverse parti del mondo, per simulare delle aste, che hanno confermato pressappoco lo stesso risultato.

Il tutto è pubblicato n qeusto studio, dal titolo “Colors, Emotions, and the Auction Value of Paintings“.

Lo aveva tenuto in conto Picasso, passando dal periodo blu al periodo rosa? E Mondrian quando dipingeva i suoi gigli?

Non si sa. Magari però ci avrà pensato Anish Kapoor per questa installazione (ve lo ricordate? lui è quello che ha comprato i diritti del vantablack, quindi, ad occhio, è uno che presta particolare attenzione alla commercializzazione del colore).

Abbinamento rosso e blu: storia dell'arte e del design - Artistante

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