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Il colore è pura esperienza sensoriale. Come ci si riferiva in modo oggettivo ad un colore, prima dei sistemi di corrispondenza? Non lo si faceva. In epoca preindustriale, ci si riferiva al colore nominando la sua origine materica.

Esistevano il bianco argilla o il bianco calce, nomi che dicevano di più sul metodo di produzione, che non sul risultato visivo. Il bianco ricavato dalla calce in Francia poteva essere molto differente da quello italiano, così spesso si specificava anche l’origine del materiale.

Il primo campionario dei colori

In seguito, l’avvento dei colori sintetici e dell’industrializzazione ha fatto nascere l’esigenza di una catalogazione basata sulla riproducibilità del colore, inteso come effetto finale, e non come metodo produttivo. La stessa esigenza era molto sentita in ambito scientifico. 
Uno dei primi tentativi di creare un dizionario descrittivo dei colori, che potesse fungere da riferimento univoco, venne fatto dalla casa editrice Smithsonian Books, che nel 1814 pubblicò il primo campionario cromatico della storia.
Si intitolava “Nomenclatura dei colori di Werner”, dal nome del geologo che lo redasse. La sua versione conteneva soltanto riferimenti descrittivi e solo in seguito il pittore Patrick Syme arricchì il dizionario dei campioni colore.

Potersi riferire al colore, che di per sé è un evento sensoriale, in maniera oggettiva, fu una vera e propria rivoluzione. Sia artisti che scienziati lo adottarono: lo stesso Charles Darwin lo usò per rendere più precise le sue osservazioni zoologiche e botaniche.

Sistemi odierni

Ad oggi, i sistemi di riferimento sono molti, diversi da paese a paese, e più o meno usati globalmente, a seconda del tipo di applicazione. Ad esempio, TOYO Color Finder è il più utilizzato in Giappone, mentre il RAL è il più diffuso in Europa per riferirsi alle vernici.

Il sistema più utilizzato al mondo per la grafica e il design, invece, è quello creato nel 1963 da Lawrence Herbert, il Pantone Matching System. Il colore conquista definitivamente la sua indipendenza dalla materia, ed esiste come fenomeno assoluto, qualsiasi sia l’applicazione.

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