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La mia passione per le sciarpe, le stole e i foulard è legata al fatto che ognuno può essere interpretato come un’opera d’arte da portarsi al collo, concetto che Hermés ha portato in auge, pur non avendolo inventato.

Ed è proprio questo matrimonio fra arte e moda che ha fatto del foulard l’idea regalo ideale per molte occasioni, soprattutto quando si scelgono pezzi curati artigianalmente e caratterizzati dalla cura pittorica della fantasia.

Scopriamone la storia per #artistantecolore.

La seta: lavorazione della seta e storia. Storia dell'arte e del design ARTISTANTE

Le umili origini del Foulard

Il foulard è un un quadrato di stoffa leggera che coniuga lo stile alla praticità. A differenza di altri ornamenti, puramente estetici, il foulard deve il suo successo alle molte applicazioni pratiche. Basta pensare all’uso che se ne è fatto nella storia, a cominciare dai soldati, che portavano una sorta di bandana colorato che aveva lo scopo di designarne l’appartenenza ad un determinato corpo, fornendo allo stesso tempo protezione, se necessario, dal vento, dalla sabbia o dal sole.

storia del foulard, fra moda e arte, il foulard come accessorio e come opera d'arte, dall'antichità ad Hermes

Lui lo conosciamo tutti, giusto?

Anche i contadini usavano i “fazzolettoni” per proteggersi dal sole, la cui versione elegante veniva indossata in chiesa dalle donne, sul capo e per coprire le spalle e il décolleté.

In questo ambito, ho sempre ammirato lo stile delle donne ciociare: per tradizione, il fazzolettone, piegato a rettangolo e appuntato sui capelli, era abbinato ad un altro foulard coprispalla e a monili rigorosamente di corallo. Il risultato è talmente caratteristico e scenografico, da venire immortalato in numerose opere d’arte. Per gli artisti europei del 1800, la modella ciociara divenne un soggetto ricercato, tanto che le ragazze presero a curare la loro immagine, nella speranza di fare da modelle, magari sullo sfondo dei tipici paesaggi dell’agro pontino.

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Il foulard nella moda del 1900: le luci della ribalta

Durante il secolo scorso, soprattutto in funzione della domenica, il foulard ha via via conquistato il suo posto nella storia del costume, facendo la sua comparsa in versioni sempre più decorate e sofisticate sulle teste delle signore abbienti e a decorazione anche dell’abito più semplice, che veniva così nobilitato nella sua versione da festa.

Ma è con la moda degli anni ‘50 e ‘60 che diventa l’oggetto di culto che conosciamo oggi, reso immortale da icone di stile, come Audrey Hepburn e Grace Kelly.
Dobbiamo però fare un un passo indietro: se parliamo di foulard non possiamo proprio evitare di parlare della Francia e di Hermes.

➞ Leggi anche: Come si indossa il foulard

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Il foulard, dai primi carré di Hérmes ad oggi

L’origine del foulard decorato con fantasie artistiche, come lo intendiamo oggi, è da ricercarsi nell’industria serica di Lione, molto florida nel XVIII secolo, e che ha lanciato la moda del “ritratto di seta tessuta”, veri e propri quadri, con scene didascaliche, a volte satiriche, dedicate a fatti storici o personaggi famosi. Nasce quindi il magico connubio fra l’accessorio di seta e l’arte, dove la seconda comincia a prevalere sulla funzione.

Questa caratteristica mondana e artistica dei tessuti di Lione viene ripresa in tono ironico da Hermés quando, nel 1937, ad un secolo dalla nascita e quasi 20 anni prima del successo della borsa Kelly,  produce il primo Carré, “Jeau des Omnibus et Dames Blanches”.

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Il disegno era costituito dal tabellone di un gioco da tavola francese molto popolare nella seconda metà del 1800, simile al Gioco Dell’Oca. Il gioco, a sua volta, si rifaceva a Dames Blanches, il nome di una compagnia di trasporti pubblici in carrozze trainate da cavalli. La tavola riprodotta sul foulard è ancora custodita nel Museo Hermès, insieme ad altri oggetti cui si ispirarono negli anni gli illustratori che hanno dato vita alle storiche fantasie, definite “titoli”, che ogni anno Hermes presentava nel suo catalogo, denominato “Suggestions”, che è un po’ come dire “consigli per gli acquisti”.

I primi illustratori, ingaggiati da Robert Dumas, furono Hugo Grygkar, tutt’ora considerato il vero padre dei foulard Hermés, e Philippe Ledoux, che portarono questo accessorio alla fama, giocando sapientemente sul confine tra moda e arte. E l’arte è il valore aggiunto che Hermés non ha mai tradito, selezionando artisti da tutto il mondo e scegliendo per le sue fantasie un mix di temi classici e contemporanei, tutti capaci di narrare e intrattenere.

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A proposito di narrazione, ecco “Lettre de Napoleon a Murat” del 1947, uno dei miei preferiti.

Fra gli ultimi titoli, questa creazione di Octave Marsal, intitolata “La Cite Cavaliere“, è particolarmente interessante. Ispirato a un’incisione del XVII secolo raffigurante una vista a volo d’uccello di Parigi, il giovane designer reinventa il paesaggio stradale della capitale francese. L’incisione originale era opera di Matthäus Merian il Vecchio, un incisore svizzero-tedesco noto per le sue numerose edizioni di mappe. Con licenza artistica, Marsal mappa il corso della Senna, le mura cittadine ei monumenti di una Parigi da sogno, creando una Cité cavalière con la sagoma di un cavallo al centro. Il tema equestre, caro ad Hermés fin dagli albori, è un omaggio che sottolinea in modo elegante il legame tra la Maison e Parigi. La mappa  è ricca di riferimenti culturali e storici e di curiose apparizioni. Vale la pena scrutarla per cogliere anche il più piccolo dettaglio.

Ringrazio Commozioni.Arte per la segnalazione.

Hermes, la storia del foulard di seta - appunti di storia della moda, blog di arte e design Artistante
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Foulard ARTISTANTE

Dopo due anni di gestazione, ho ache io inaugurato la mia linea di Carré. Ho disegnato ogni fantasia immaginando la resa sul formato quadrato, con un insieme pittorico che, legato al collo e nascosto nelle piege, restituisse un effetto colore comunque riconoscibile.

Dopo di che, mi sono data da fare per trovare la seta giusta, lo stampatore ideale e le mani sante di sarte esperte, che li orlassero a mano, per un prodoto di artigianato artistico Made in Italy

Sono sei diverse fantasie, ognuna con una sua piccola storia da raccontare.

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