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Un Lookbook per i Foulard Artistante

Un Lookbook per i Foulard Artistante

La mia idea di bellezza ha a che fare con l’aspirazione alla felicità e con la spontanea ricerca di un modo personale di comunicare. La vita non è certo rose e fiori ed essere felici non significa essere sereni e pacifici come una vacca indù, ma la ricerca del bene e del bello fa sì che ogni attimo possa essere interpretato come una possibilità di migliorarsi e di riconoscersi in ciò che si è e che si fa.

Per questo, per il lookbook della collezione Foulard ho scelto di rinunciare a qualsiasi sofisticazione: il trucco e l’utfit delle modelle sono semplici, le loro espressioni a tratti concentrate, a tratti illuminate da una risata spontanea. Il vento di una giornata capricciosa ha contribuito a rendere alcune pose ancora più naturali.

Come già sapete, il servizio fotografico doveva essere relalizzato a novembre 2020 ed è stato rimandato più volte a causa della pandemia. È stato difficile non avere le foto pronte per il Natale e mi sono dovuta arrangiare in modi diversi, ma l’attesa è stata ricompensata.

Sono felice di presentarvi qui il risultato.

foulard portato al collo con una maglietta bianca
Foulard di seta portato al collo come cravatta ARTISTANTE
Come indossare il foulard sulla camicia bianca, moda estate, ARTISTANTE
foulard di seta indossato al collo su tshirt bianca  ARTISTANTE
Foulard di seta colorati, collezione Artistante, made in Italy, Fontana di Trevi
Foulard di seta legato alla borsa ARTISTANTE
Foulard di seta nei capelli per legare la coda ARTISTANTE
foulard di seta legato alla borsa, trend moda, ARTISTANTE
Foulard seta portato alla borsa, stile ARTISTANTE
Moda foulard, portato nei capelli, ARTISTANTE
Foulard indossato in testa, look pirata, ARTISTANTE
Indossare il foulard di seta con un outfit casual - ARTISTANTE

Credits:

Foto @visualprolab

Fashion stylist @anastasiya.basharova
Makeup artist @ruslanaregi

Modelle
@isthatxim
@giorgiapaalla

Il foulard di Artistante in vetrina a Roma

Il foulard di Artistante in vetrina a Roma

Boutique in centro a Roma - foulard seta ARTISTANTE

Artistante è uscita dal suo guscio confortevole del mondo virtuale, per approdare finalmente nella vetrina di una boutique. E che vetrina! Da maggio, i miei foulard sono esposti da The Crow Lab, in Corso del Rinascimento a Roma

Ho vissuto diversi anni a Roma e metà della mia famiglia è romana. Tornare nella capitale con i miei foulard mi dà immensa soddisfazione, soprattutto perché la boutique si trova in un luogo stupendo, a due passi da Piazza Navona e da San Luigi dei Francesi, in pratica nel cuore di una zona che per me custodisce i più bei ricordi della città.

Boutique in centro a Roma - foulard seta ARTISTANTE

Mi sono detta che questa poteva essere giusta l’occasione per condividere un itinerario speciale, quello che, quando torno a Roma, non posso evitare di ripercorrere ancora, e ancora, ogni volta con lo stesso piacere. 

Roma Itinerario del cuore Artistante MAPPA

Roma, l’itinerario del cuore

Lungi dall’essere una guida turistica, questo itinerario è una passeggiata per Roma lungo una delle rotte che ho consumato a piedi, nei giorni in cui marinavo la scuola. Sì, marinavo la scuola, spesso e volentieri, e mi godevo le pinacoteche in orari mattutini infrasettimanali, mostre e chiese vuote, e quell’atmosfera dorata e decadente che solo Roma possiede in certe fredde e assolate giornate di inverno.

Questo itinerario si sviluppa da nord a sud in una zona ristretta, abbracciata dall’ansa del Tevere, da via dei Coronari al Ghetto ebraico.

Via dei Coronari

Parto proprio da via dei Coronari, che persino Google Maps definisce “dal sapore centenario”. Il merito è soprattutto dei sanpietrini e delle botteghe di antiquariato. Sotto natale, diventa un salottino, con tanto di tappeti rossi a terra.

Itinerario del cuore a Roma, da via dei Coronari al ghetto: Chiostro del Bramante

Chiostro del Bramante

Scendendo in direzione di Piazza Navona, approfitto per affacciarmi ad ammirare il Chiostro del Bramante che è tre cose meravigliose in una: uno spazio architettonico suggestivo, uno spazio espositivo di arte contemporanea davvero ben sfruttato per esposizioni ed eventi, e una finestra dalla quale godere, dalla caffetteria del primo piano, della vista sulle Sibille di Raffaello, ospitate nella contigua Santa Maria della Pace. Cosa desiderare di più?

Itinerario del cuore a Roma, da via dei Coronari al ghetto: Piazza Navona

Piazza Navona

Due passi, ed eccomi a Piazza Navona. Spazi aperti, il gorgoglio delle fontane monumentali, e la facciata del Borromini a dettare le regole di una geometria che ha ridisegnato Roma. Sì, ok, la gloria è andata a Bernini, ma fidatevi: a Roma, bisogna prendersi il tempo di selezionare quelle quattro o cinque tappe fondamentali per rendere omaggio al talento matematico e scenografico di Borromini. Spoiler: questo itinerario ne contiene due.

San Luigi dei Fracesi

Attraverso la strada in direzione di Palazzo Madama. Accanto alla Farmacia del Senato, c’è la boutique The Crow Lab, e mi affaccio alla vetrina, gongolante, per guardare i miei foulard abbinati con qualche nuovo outfit che Maria ha inventato per il negozio. Ma non mi soffermo a lungo: mi infilo nel vicolo proprio di fianco alla farmacia, per trovarmi nella piazzetta di San Luigi dei Francesi. Entro munita di spicci, tanti spicci: l’illuminazione della cappella Contarelli funziona a tempo, alimentata dalle monete dei visitatori. Pago volentieri i miei 2 euro per godermi il San Matteo di Caravaggio. Tutto il resto, scompare.

Pantheon

Faccio un salutino alla fontana dei Libri, facente parte di una collezione di fonti volute negli anni 20 per designare i rioni, e proseguo per il Pantheon, che val la pena per la cupola e il pronao, ma io ci vado per la fontana con l’obelisco, una delle tante fontane con obelischi a Roma, ma l’unica sotto alla quale ho smezzato il bigné al cioccolato di Giolitti con una amica (ciao Valentina, mi manchi).

Campo dei Fiori

Giro dietro al Pantheon e mi affaccio su Largo Argentina e, con un occhio nostalgico al bel teatro Argentina, proseguo in direzione di Campo dei fiori. Giordano Bruno sta dritto sul piedistallo, a rappresentare non solo il suo genio, ma le vite di tutti quelli che, prima o dopo di lui, hanno perso la vita nei roghi dell’inquisizione. Se potessi sentire gli spiriti, sono sicura che in Campo dei Fiori mi assorderebbero. I vicoli intorno e tutta la zona di Campo dei Fiori è forse tra le più caratteristiche di Roma: vi sopravvivono angoli di una genuinità popolare che è raro ritrovare nel centro storico, come la corte nascosta dietro l’Arco degli Acetari.

Itinerario del cuore a Roma, da via dei Coronari al ghetto: Galleria Spada

Palazzo Spada e il Ghetto Ebraico

Poi, quasi senza accorgermene, arrivo a Palazzo Spada. Sorvolo la galleria di arte barocca per arrivare velocemente ad ammirare la Galleria del Borromini, l’artificio artistico e matematico messo in piedi dall’architetto per il Cardinale Bernardino Spada. Ho l’impressione di trovarmi di fronte ad una lunga galleria che immette in un giardino, ma si tratta di un’illusione data dalla tecnica della prospettiva solida accelerata. La galleria, che sembra lunga almeno 40 metri, non ne misura neppure 9. La statua che si scorge sul fondo dà l’impressione di poter essere un uomo a grandezza naturale, ma è alta solo 60 cm. Matematica e scenografia, dicevo, ma l’estetica pulita del colonnato e delle volte mi incanta ancor più dell’ingegno prospettico.

La mia passeggiata nell’ansa del Tevere si è conclusa. Vago ancora un po’, in direzione del Ghetto Ebraico, e forse arriverò alla fontana delle Tartarughe, ma non voglio programmarlo: è bello perdersi per Roma.

I foulard Artistante
si trovano presso:

The Crow Lab
Corso del Rinascimento 54
Nei pressi di Piazza Navona
Roma

Sei passato a vedere?

Fai una foto in negozio dei miei foulard e spediscila a paola@artistante.com per ricevere un codice sconto.

Artistante per la moda Positano

Artistante per la moda Positano

Pattern a limoni: fantasia mediterranea per tessuto, moda mare Positano by ARTISTANTE

Nel mio percorso come Graphic Designer, tra tutte le attività che ho svolto ho sempre subito il fascino del pattern design per tessuto. In un certo senso, poter disegnare per l’abbigliamento è come donare una terza dimensione ad un artwork, dandogli l’opportunità di acquisire anche la personalità del taglio sartoriale. Questo è uno dei motivi per cui, fondando Artistante, ho voluto concentrare una buona parte dell’attività artistica nella produzione di tessuti, concentrandomi su quelli naturali, come la seta, che mi ha dato la possibilità di creare la mia prima collezione di Foulard.

L’abbigliamento è un settore complesso che io sto ancora scoprendo, ma di certo non ha segreti per una sartoria dalla lunga tradizione come Rosetta Moda Positano. Nell’attesa che Artistante cresca e che io possa inaugurare la mia prima linea di abbigliamento, sono davvero orgogliosa di continuare la collaborazione con Rosetta Moda Positano, che anche per la stagione 2021 ha scelto tre dei miei pattern.

Vedi anche la collezione 2020

Ecco una veloce carrellata dei miei pattern per la moda Positano, che ci porta dritti dritti fra le braccia dell’estate mediterranea.

Pattern design: fantasie su tessuto per la moda Positano - ARTISTANTE

Fantasia Testa Marina

Pattern design per Rosetta Moda Positano

 Questa fantasia nasce dalla tradizione. Ispirata alle maioliche campane e ai colori della costiera di Positano, è un gioco di losanghe che si va a chiudere in un rosone ornato di teste femminili.

Pattern design: fantasie su tessuto per la moda Positano - ARTISTANTE

Fantasia Verde Melograno

Pattern design per Rosetta Moda Positano

Un intreccio vegetale su cui predomina il verde smeraldo, con spighe dorate e dettagli arancioni sui frutti. Il fondo nero risalta i riflessi delle foglie.

Pattern design: fantasie su tessuto per la moda Positano - ARTISTANTE

Fantasia Limoni Positano

Pattern design per Rosetta Moda Positano

Intramontabili Limoni! Luminosi, turgidi e succosi, i limoni rappresentano l’energia vitale del sole. Il delicato intreccio turchese si sposa alla perfezione con l’effimera leggerezza delle zagare.

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Esercizi di disegno cavernicolo: davvero per tutti!

Esercizi di disegno cavernicolo: davvero per tutti!

“Disegnare male” è un concetto storpio che la nostra naturale propensione al grafismo deve imparare ad ignorare.

Ecco il manuale gratuito per disegnare, anche se non sai disegnare.

manuale gratuito di disegnare, anche se non sai disegnare

Cosa è il manuale di disegno cavernicolo?

Non so disegnare. 

Nessuno mi ha insegnato e io non ho mai studiato disegno. Il fatto che io disegni molto è pura abitudine, ma non significa che lo faccia “bene”. A questo punto devo fare una precisazione: quando dico “disegnare bene” intendo il tipo di disegno, realistico o meno, che rispetta determinate proporzioni e regole prospettiche.

Poiché non so disegnare, non posso neppure insegnarlo e questo, infatti, non è un manuale per “disegnare bene”. Se farete gli esercizi contenuti in questa raccolta, scoprirete due cose: la prima, ve ne accorgerete subito, è che disegnare male non è un limite; per la seconda ci vorrà forse più tempo, e magari non sarà sufficiente quello che passeremo insieme, ma per alcuni di voi sarà entusiasmante scoprire che il disegno vi serve, come vi servirebbe una seconda o terza lingua, ma senza la grammatica, perché disegnare è naturale.

esercizi di disegno, Paola Vagnoli ARTISTANTE

Cosa impareremo con gli esercizi?

Torneremo indietro, nella caverna. Impareremo a disegnare con obiettivi molto semplici e mirati, ma senza nessuna regola, per sbloccare meccanismi che possediamo, ma che usiamo troppo poco. Come ho detto, non posso insegnarvi a disegnare, ma cercherò di accendere un interruttore, in modo da far luce in una zona della vostra mente che avete messo a dormire intorno ai dodici anni. O alcune migliaia di anni fa.

Nel peggiore dei casi, vi divertirete e basta. Nel migliore dei casi, vi si accenderà una scintilla e prenderete una buona abitudine, utile in modi che adesso neppure sospettate.

Ecco la lista degli esercizi:

1 ◆ Riempi una scatola

2 ◆ Aggiungi un gufo

3 ◆ Guardati fuori

4 ◆ Guardati dentro

5 ◆ Assembla un mostro

6 ◆ Cataloga una stanza

7 ◆ Disegna una mappa

8 ◆ Inventa un alfabeto

Dove si trova il manuale?

Il manuale è gratuito e si scarica da questo sito: basta iscriversi alla newsletter per ricevere il link per il download. Trovi il form per l’iscrizione anche in fondo a questa pagina!

esercizi di disegno, Paola Vagnoli ARTISTANTE
Stampe artistiche da incorniciare: arrivano gli Oracoli

Stampe artistiche da incorniciare: arrivano gli Oracoli

Le stampe d’autore sono un’ottima alternativa alle solite decorazioni da parete preconfezionate che si trovano nei grandi magazzini, soprattutto se non si vuole spendere come in una galleria d’arte, investendo su un’opera pittorica.

Cosa sono le stampe d’autore?

Le stampe d’autore, o stampe fine art, sono riproduzioni in alta qualità di opere pittoriche o di digital art. Possono essere numerate, quindi stampate a tiratura limitata, oppure essere semplicemente firmate. Nel caso delle stampe Artistante, sono timbrate e firmate e, anche se non sono numerate, di solito la tiratura si aggira intorno alle poche decine di copie per soggetto.

stampe artistiche per decorare le pareti di soggiorno, studio e cameretta dei bambini

Gli Oracoli, le nuove stampe Artistante da incorniciare

Le illustrazioni degli oracoli fanno parte di una collezione in fieri. Si tratta di una raccolta che, a fine lavori, includerà più di 40 soggetti, tratti da una lista di archetipi che ho stilato in base alla mia sensibilità e per colmare, in qualche modo, delle lacune che ho avvertito quando mi sono dedicata alle illustrazioni dedicate ai 22 Arcani maggiori dei Tarocchi.

Di ogni figura archetipa che rappresento, fornisco un’interpretazione personale, con un linguaggio che privilegia gli accostamenti cromatici e la composizione simbolica. Si mischiano soggetti classici, come il lupo e la strega, con soggetti contemporanei, come l’astronauta.

Mano mano che i disegni vengono completati, viene resa disponibile la stampa, nella sezione dello shop dedicata alle stampe fine art.

Stampe moderne da incorniciare per arredare la cameretta dei bambini

Arredare con le stampe moderne: quali scegliere e come incorniciarle

Quando si tratta di un soggetto simbolico, la scelta è molto personale e riguarda un coinvolgimento incoscio difficile da spiegare: è attrazione a prima vista. C’è però un livello di lettura più superficiale e immediato, che è puro godimento estetico. Abbinare le diverse stampe tra loro diventa un gioco: le si possono abbinare per temi attinenti, oppure per vicinanza cromatica. Ovviamente ci sono soggetti che si prestano meglio ad arredare un ambiente piuttosto che un altro: basta guardare qualche esempio in foto per trarre ispirazione. Che si stia arredando la cameretta dei bambini o il proprio studio, le stampe moderne donano un tocco molto originale.

Per appendere le stampe moderne, si sceglie di solito una cornice semplice, adatta al tipo di arredamente e non troppo invadente, in modo da non interferire con il soggetto, soprattutto se molto colorato. È consigliabile l’uso del passepartout, soprattutto per le stampe più piccole, in modo da valorizzarle.

In alternativa a questa scelta a basso rischio, si può tentare l’abbinamento con cornici molto strutturate, in stile vintage o persino barocco, che contrasteranno con lo stile moderno, per un ricercato effetto mix di stili.

come incorniciare una stampa moderna con una cornice vintage
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arredare la cameretta dei bambini con stampe moderne da incorniciare
Cosa significa GOTS? Breve guida alle certificazioni dei tessuti

Cosa significa GOTS? Breve guida alle certificazioni dei tessuti

Industria tessile e acquisto consapevole: che miraggio, circondati come siamo da decine di brand che invitano al consumismo e promuovono mode passeggere!

Abbiamo ormai decine di catene di alimenti biologici, prodotti per la bellezza ecosostenibili, perfino le nostre case possono facilmente diventare più “green”.

Perché, allora, non fare scelte sostenibili anche quando si tratta di vestiti?

L’impatto dell’industria tessile e della moda sull’ambiente è davvero considerevole. Ogni anno il settore della fast fashion produce decine di collezioni che vengono consumate e dimenticate nel giro di poche settimane. Spesso chi vorrebbe applicare un approccio più ecologico e “soft” al suo armadio, senza rinunciare allo stile e all’eleganza, si ritrova in un mare di informazioni confuse e poco chiare.

Per sapere quale impatto ambientale ha il nostro nuovo indumento, può esserci più utile imparare qualcosa di più sulle certificazioni tessili.

Queste certificazioni sono un valido indicatore di come e dove scegliere meglio i nostri vestiti, e iniziare ad acquistare in modo più consapevole e attento all’ambiente.

Moda eco, come capire le sigle di composizione dei tessuti

Le certificazioni dei prodotti tessili: ecco le più importanti

Imparare quali sono le principali certificazioni tessili e la differenza tra di loro ci può aiutare a scegliere con più attenzione i nostri vestiti.

La maggior parte delle certificazioni riguarda l’impatto ambientale dell’indumento, ma alcune assicurano, per esempio, un giusto trattamento nei confronti dei lavoratori (molto importante considerate le numerose aziende che producono nei paesi asiatici a costi bassissimi) oppure il trattamento etico degli animali (una certificazione rilevante per chi è vegan).

Ecco le certificazioni tessili più conosciute.

GOTS

La certificazione GOTS (o Global Organic Textile Standard) riguarda tutti i tessuti creati con fibre biologiche. Viene rilasciato da un’organizzazione internazionale che si occupa di agricoltura biologica; le aziende certificate GOTS assicurano che le materie prime facciano parte di una filiera del tutto biologica. È molto popolare per quanto riguarda i prodotti tessili in cotone. Negli ultimi anni sempre più persone si stanno interessando a capi in cotone biologico, soprattutto nell’ambito dei vestiti per neonati e bambini.

Oeko Tex

Oeko-Tex Standard è una certificazione emessa da un organo indipendente che garantisce la qualità di alcuni prodotti tessili. In particolare, assicura che i materiali non contengano sostanze pericolose per la salute di chi indossa i capi. La certificazione è divisa in diverse classi, a seconda di quanto il prodotto viene a contatto con la pelle e dunque quanto potrebbe danneggiare la salute. Per esempio, una delle categorie con requisiti più severi riguarda gli indumenti intimi (come slip, boxer, eccetera) e gli indumenti per i neonati. Oeko-Tex rilascia anche un altro tipo di certificazione, denominata “Step”. Essa garantisce la sicurezza del prodotto dal punto di vista della filiera di produzione e dell’impatto ambientale e sociale sul territorio. Può includere requisiti che riguardano la sicurezza sul lavoro, l’utilizzo di prodotti chimici dannosi per l’ecosistema, e così via.

BCI

Simile alla GOTS, la certificazione BCI (Better Cotton Initiative) garantisce la qualità e la sostenibilità dei tessuti, ma tratta esclusivamente di cotone. Il cotone deve essere biologico e lavorato con metodi, macchinari e prodotti sostenibili e a basso impatto ambientale.

GRS

Riciclare i materiali è importante, ed è per questo che è nata la certificazione GRS (Global Recycled Standard). Le aziende certificate GRS garantiscono processi di produzione dei prodotti tessili con ridotto consumo delle risorse come l’acqua, l’elettricità, le materie prime; questo processo deve, dunque, essere rispettoso dell’ambiente. Inoltre, è necessario per i prodotti avere almeno 20% di materiale riciclato.

EU-Ecolabel

Si tratta di una certificazione importante in Europa che garantisce che l’azienda che la possiede abbia un basso impatto ambientale nei suoi processi di produzione e lavorazione. Può essere ottenuto da diversi tipi di industrie, inclusa quella tessile. È una delle certificazioni da ricercare per individuare un prodotto sostenibile e rispetto dell’ambiente.

EcoCert

Questa certificazione garantisce che le materie prime utilizzate negli indumenti siano organiche e prodotte secondo il cosiddetto Standard Organic ContentLa certificazione inoltre garantisce che le fasi di produzione e lavorazione delle materie prime siano rintracciabili.

BlueSign

La certificazione BlueSign è attiva dal 1997, e garantisce che la produzione di un’azienda tessile sia sostenibile in tutte le sue fasi. Lo scopo è quello di abbassare l’impatto ambientale il più possibile, grazie ad un appoggio chiamato “Input Stream Management”.

Fair Wear

La FAIR WEAR FOUNDATION nasce in Olanda nel 1999 ad opera di un sindacato e un gruppo di difesa dei lavoratori che si uniscono per migliorare le condizioni dei lavoratori nell’industria dell’abbigliamento.  Oggi, la Fair Wear Foundation collabora con industrie e governi di tutto il mondo, in particolare in Asia, Europa e Africa.

La base della collaborazione tra Fair Wear e i membri è il “Codice delle pratiche di lavoro”. Il nucleo di questo codice è costituito da 8 STANDARD:

1 – Il lavoro è una scelta libera – No alla schiavitù.
2 – Diritto alla formazione di sindacati e diritto alla negoziazione collettiva.
3 – Nessuna discriminazione, raziale, religiosa o di genere.
4 – No al lavoro minorile.
5 – Salari adeguati.
6 – Orari di lavoro regolamentati, con giorni di riposo inclusi.
7 – Condizioni di lavoro sicure, in un ambiente salubre.
8 – Rapporto di lavoro legalmente vincolante per entrambe le parti.

Fair Trade

Il marchio Fair Trade viene rilasciato da un’organizzazione chiamata Fairtrade International, e ha come scopo quello di certificare il commercio equosolidale. Commercio equosolidale significa garantire la sicurezza e il giusto compenso ai lavoratori di paesi svantaggiati e in via di sviluppo, che di norma vengono spesso sfruttati dalle grandi aziende multinazionali. Per esempio, le aziende devono rispettare un Fairtrade Minimum Price, ovvero un prezzo minimo equo e stabile e garantire il guadagno per i lavoratori locali. Il Fairtrade Premium, invece, garantisce un investimento positivo nella società ed economia delle comunità dove l’azienda opera.

le certificazioni tessili, tessuti biologici e riciclati

Esiste il tessuto biologico?

Sebbene il cibo biologico sia diventato mainstream, pochi sanno che è possibile acquistare un “vestito bio”. Nel caso del tessuto biologico, solamente alcune fibre naturali possono essere coltivate con i metodi biologici, senza l’utilizzo di insetticidi e altri prodotti chimici che vengono assorbiti dalla pianta. È  il caso del cotone.

Se si tratta davvero di un tessuto biologico, avrà sicuramente una o più certificazioni tessili che ne garantiscono la qualità. Marchi come Oeko-Tex e GOTS  sono un elemento importante che permette di capire quale processo di produzione è stato impiegato per creare il tuo capo.

Differenza tra tessuto usato e tessuto riciclato derivato dallo scarto

Rispettare l’ambiente e adottare abitudini “slow fashion” significa anche acquistare di meno e con più consapevolezza.

Per questo motivo talvolta la scelta più giusta non è acquistare più abiti nuovi, ma scegliere capi riciclati.

Quando si parla di “tessuto riciclato” si possono indicare più di una tipologia di indumento. È importante fare un distinguo tra il tessuto “usato” e il tessuto riciclato “dallo scarto di lavorazione”.

Il tessuto fatto con scarto di lavorazione viene utilizzato scegliendo pezzi di stoffa che non sono stati utilizzati durante il processo di creazione di nuovi capi. Può riguardare fibre naturali come la lana e il cachemire, che possono essere filati nuovamente per creare nuovi vestiti.

Gli scarti diventano dunque un materiale prezioso, e invece di essere buttati, possono dare vita a qualcosa di nuovo.

È possibile anche riutilizzare le materie prime di altri oggetti per trasformarli in vestiti. Si tratta di una tecnica molto utile se usata con fibre sintetiche come il nylon o il poliestere: oggetti come bottiglie di plastica possono essere trasformati in fibre che creano magliette e pantaloni molto resistenti.
Questa alternativa è di certo utile per dare nuova vita alla plastica, anche se non si ha la certezza che questi capi saranno a loro volta riciclati in modo sostenibile.

E per quanto riguarda i vestiti che sono già stati creati e indossati da qualcuno? Non dimentichiamoci il valore del riciclo vintage!

Il tessuto usato è un indumento finito già indossato da una o più persone, e poi riutilizzato (integro o modificato). Un esempio banale può essere il vestito vintage della mamma, che può essere aggiustato o modificato per meglio adattarsi al corpo di un’altra persona o alla moda del momento.

I mercatini dell’usato o i negozi vintage sono il luogo ideale dove trovare tessuti usati da riciclare. Si possono trovare sia vestiti usati in ottimo stato che capi di brand di alta moda a prezzi accessibili.

Un’altra alternativa per scegliere vestiti riciclati sono le feste di swap di vestiti: due o più persone si ritrovano per scambiare i propri capi con quelli di altre persone interessate. È un’attività divertente che permette di rinnovare l’armadio senza spendere un centesimo.

Insomma, essere eleganti e non rinunciare allo stile è possibile, anche senza impattare sull’ambiente. Scegliere prodotti certificati o riciclati è una scelta responsabile che dà valore ai nostri acquisti: un bel modo per comprare meno e comprare meglio.

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Come lavare la seta pura? Ecco come prendersene cura a casa.

Come lavare la seta pura? Ecco come prendersene cura a casa.

Prendersi cura dei foulard di seta, come di altri capi di seta pura, richiede attenzione, ma non è  difficile come potrebbe sembrare.

La seta è senza dubbio un tessuto molto delicato e si macchia facilmente, ad esempio sotto la pioggia, con il sudore o addirittura con il profumo. Eppure, a differenza di alcuni tessuti sintetici per i quali è praticamente obbligatorio il lavaggio a secco, la seta si può lavare facilmente a casa, purché si adottino alcuni accorgimenti che ne rispettino la fibra e i colori. In questa piccola guida scopriremo coma lavare la seta a mano o in lavatrice, come asciugarla e come stirarla, senza danneggiarla. Inoltre, vi darò un paio di consigli su come riporla correttamente nell’armadio.

 

Come lavare la seta a mano e in lavatrice

Alcune cose da sapere sulla seta

➝ Come viene prodotta la seta? Leggi l’articolo

La seta è una fibra proteica di origine animale, quindi valgono le stesse regole che applichereste a dei capelli molto sottili e delicati: niente sfregamenti eccessivi, no alle temperature troppo elevate e ai trattamenti chimici aggressivi. Da evitare assolutamente detergenti contenenti cloro, come la candeggina, e sbiancanti di vario genere.

Se il vostro problema è una macchia in un punto preciso, lavate comunque tutto il capo, perché bagnando e asciugando solo una porzione del tessuto si potrebbero creare degli aloni. Nel caso del lavaggio a mano, non sfregate il punto interessato con nessuno strumento, tipo spazzole o tamponi, piuttosto massaggiatelo delicatamente con i polpastrelli.

Come lavare la seta in lavatrice

Davvero si può lavare la seta in lavatrice? Ebbene sì! Controllate sempre l’etichetta del vostro capo, perché in caso di tessuti misti potrebbero non valere queste regole, ma se si stratta di seta pura il procedimento è abbasta semplice.

 

  1. Riponete il capo di seta in una bustina di tela, come quelle che si usano per la biancheria intima di pizzo. In questo modo, eviterete che il foulard o la camicetta sfreghino sul cestello della lavatrice o su altri capi eventualmente presenti nel lavaggio. Questo accorgimento preserva l’integrità della fibra.
  2. Impostate il programma delicato a 30°: la seta teme molto le alte temperature.
  3. Utilizzate un detersivo specifico per capi delicati. Nel dubbio, usate una quantità minima di sapone di Marsiglia ed evitate di aggiungere ammorbidente o prodotti profumanti. Non usare in nessun caso varechina o altri candeggianti, che possono compromettere la fibra.
  4. Impostate la centrifuga al minimo, 600 giri al minuto o meno.

Come lavare la seta a mano

È il procedimento da preferire per lavare la seta, nel caso la vostra lavatrice non abbia un programma per delicati e non sia possibile impostare al minino la centrifuga. In questo caso,  ecco come procedere:

 

  1. Riempite la bacinella con acqua appena tiepida o fresca, dove avrete diluito del sapone delicato. Diluite il sapone con cura, in modo che il detersivo puro non venga a contatto con il capo.
  2. Tenete il capo in movimento, senza strofinarlo o strizzarlo, semplicemente facendo roteare l’acqua nella bacinella: questo procedimento serve per bagnarlo in modo uniforme.
  3. Se sentite la necessità di un ammorbidente, togliete la seta dall’acqua, svuotate la bacinella, riempitela di nuovo con acqua pulita e un filo di balsamo delicato per capelli.
  4. Non lasciate la seta in ammollo.
  5. Riscicquate abbondantmente in acqua fresca corrente.

Come asciugare la seta

Una volta terminato il lavaggio, è importante non strizzare il capo di seta: esattamente come i capelli, quando sono bagnate, le fibre della seta tendono ad essere più fragili. La cosa migliore è lasciarla gocciolare su una gruccia dentro la vasca o all’enterno, in un luogo fresco e obreggiato. Il sole e il calore danneggiano la seta, quindi niente stendini esposti al sole o vicini a termosifoni o stufe.

Per velocizzare il processo, nel caso si tratti di un foulard vi consiglio di stenderlo su un asciugamano pulito che avvolgerete delicatamente su se stesso, senza spremere o strizzare. Apritelo dopo qualche minuto e appendete il foulard, che a questo punto non sarà più gocciolante.

come lavare e asciugare la seta

Come stirare la seta

A differenza di alcune fibre sintetiche, la seta sopporta la stiratura, purché a bassa temperatura. Stiratela sempre a rovescio e assicuratevi che il ferro sia impostato per funzionare senza vapore, che potrebbe creare delle chiazze di umido, e quindi degli aloni. Se temete per un voile particolarmente delicato, vi consiglio di stenderlo sotto ad un panno di cotone, in modo che non venga a diretto contatto con la piastra calda del ferro da stiro. Nel caso dei foulard, questo passaggio non è necessario: è sufficiente stirarli rapidamente, senza che il ferro da stiro indugi troppo nello steso punto.

Come riporre la seta nell’armadio

La seta pura non è soggetta all’attacco delle tarme. Nel caso di capi misti con lana o cashmere, il pericolo è sempre in agguato, quindi il capo va trattato come si trattano i capi di lana, ma non è il caso dei foulard di seta.

La seta, però, è soggetta all’attacco di funghi e batteri. Per questo motivo, è importante riporla in un luogo asciutto e pulito. Il mio consiglio è quello di procurarsi una custodia di cotone dove riporre i propri foulard, e di sistemarla in modo che non rimanga addossata alla parete posteriore dell’armadio, che generalmente è dove si accumula più umidità.

La sfida dei nuovi tessuti ecosostenibili

La sfida dei nuovi tessuti ecosostenibili

Si fa un gran parlare di “slow fashion” e “abbigliamento sostenibile”. Molti brand dichiarano di utilizzare “tessuti naturali” o di offrire “capi ecologici”, ma non è sempre semplice capire cosa si intenda, soprattutto quando ci imbattiamo nei tessuti artificiali. Io stessa ho avuto difficoltà e ho sentito la necessità di fare qualche ricerca, per rispondere ad alcune domande. Che differenza c’è tra i tessuti artificiali e quelli sintetici? E sono davvero ecologici?

Ho trovato alcune informazioni molto utili che mi aiuteranno a fare scelte migliori: eccole, in sinestesi.

ecovero, tessuto artificiale ricavato dalla cellulosa di faggio

Tessuti artificiali e sintetici, qual è la differenza?

Per prima cosa bisogna fare un’importante distinzione, quella tra tessuti artificiali e tessuti sintetici. No, non sono la stessa cosa!

Il tessuto sintetico è un tessuto che deriva da polimeri, lavorati con processi chimici e che danno vita a prodotti resistenti ma non ecosostenibili. La materia prima di questi tessuti è di solito un tipo di scarto petrolifero, molto più economico delle fibre naturali.

La maggior parte dei brand di “fast fashion”, come le marche più famose che si possono trovare nei grandi centri commerciali, utilizzano tessuti sintetici. Costano poco e permettono di creare grandi quantità di vestiario in poco tempo.

Purtroppo, i tessuti sintetici sono l’antitesi dell’acquisto ecologico e responsabile. Il loro processo di produzione è altamente inquinante, così come il loro smaltimento.

Il tessuto artificiale può sembrare un sinonimo di sintetico, ma non è così.

Il materiale da cui deriva è totalmente naturale, e viene lavorato con metodo artificiale per creare delle fibre adatte a fare dei vestiti.

Un esempio?

Molti tessuti artificiali derivano dalla cellulosa degli alberi, lo stesso materiale che si usa per fare la carta. Il processo di lavorazione permette di creare splendidi capi in fibra di bambù, di cellulosa di faggio o di cellulosa di eucalipto.

Questi tessuti hanno un ciclo di produzione più ecologico. Non tutti al momento hanno lo stesso basso impatto delle fibre naturali (come lino, cotone e lana), ma la tecnologia sta facendo passi da gigante per permettere una produzione più pulita ed ecosostenibile, che riutilizzi, ad esempio, lo scarto di altri processi industriali (si parla quindi di economia circolare) e sia in grado di lavorare consumando quantitavi di acqua sempre minori.

Conosci il tuo tessuto: leggi l’etichetta

Ora che sai qual è la differenza tra tessuti sintetici e artificiali, ti starai chiedendo: come posso capire qual è il tessuto che compone il mio capo?

La soluzione è più semplice di quanto non sembri. Basta leggere con attenzione l’etichetta.

Sull’etichetta, infatti, vengono indicati i nomi dei materiali e le loro percentuali: è di fatto il suo biglietto da visita. Per capire che cosa stai per acquistare, basta conoscere le tipologie più popolari di tessuto.

  • Tessuti naturali: cotone, lino, seta, lana (merino, di alpaca, ecc.)
  • Tessuti artificiali: viscosa, modal, EcoVero, lyocell
  • Tessuti sintetici: poliestere, nylon, elastan, acrilico

Perché le fibre artificiali sono così innovative

Sicuramente scegliere fibre naturali come il cotone è la scelta più ecologica, ma ciò non significa che non esistano delle valide alternative. I tessuti ecologici per abbigliamento, come i tessuti artificiali, sono una realtà sempre più affermata nel mondo della moda.

Le aziende produttrici studiano ogni anno metodi e tecniche per rendere la produzione di vestiti più ecologica. Impiegare questo tipo di fibre vuol dire promuovere un utilizzo più etico del tessuto,  qualunque capo o accessorio si stia producendo, per un abbigliamento trendy, curato, elegante o semplicemente casual.

Un o dei vantaggi delle fibre artificiali è la loro versatilità. Alcune fibre naturali come il lino non si prestano a tutti i tipi di vestiario, e sono in genere più delicate. Le fibre artificiali come la viscosa sono estremamente resistenti, possono essere lavate in casa utilizzando sia in lavatrice che in asciugatrice, e non richiedono cure particolari. In alcuni casi, come per la viscosa di bambù, se ben riposte non necessitano neppure di essere stirate.

Magliette T-shirt in viscosa di Bambù e cotone biologico, con stampa ad acqua artistica ARTISTANTE

Le fibre tessili artificiali più all’avanguardia

Lyocell, modal, rayon, lanital… ogni azienda di tessuti che si rispetti ha creato una versione di fibra artificiale che possa adattarsi alle richieste dei clienti più esigenti. Ecco quali sono i tessuti artificiali ecosostenibili più utilizzati e le loro differenze.

La viscosa è il tessuto artificiale più utilizzato in abbigliamento, e ne esistono di moltissimi tipi. Chiamata anche rayon, può avere due tipi diversi di origine: cellulosica o proteica. La viscosa cellulosica deriva dalla cellulosa degli alberi, mentre quella proteica può derivare perfino da materiali di scarto.
Questo la rende un tessuto molto più ecologico, perché permette di non buttare via quegli scarti di produzione che altrimenti rimarrebbero inutilizzati.
La viscosa è molto morbida e setosa, tant’è che quando fu prodotta all’inizio del Novecento venne considerata un’alternativa più economica alla seta.
Al giorno d’oggi ci sono moltissime aziende che producono viscosa, ed ognuna tende a dare il suo nome al prodotto finito per distinguerla dalle altre produzioni.

Viscosa di Bambù

Una delle viscose più di moda negli ultimi anni è certamente quella di bambù: utilizzata soprattutto per l’abbigliamento estivo,  ha avuto un grande successo per le sue proprietà traspiranti, l’estrema leggerezza e la versatilità. 

Modal

Il modal è una “sottocategoria” della viscosa, e deriva dalla polpa di legno dell’albero di faggio. Si tratta di una versione più evoluta del rayon.
La cellulosa viene trasformata in un tessuto soffice e resistente, che non si restringe come il cotone. Come se non bastasse, è anche biodegradabile. Spesso viene utilizzato insieme al cotone o alla setao per creare altri tessuti misti.
Questo tessuto ha visto moltissime evoluzioni dal 1951, anno in cui è stato per la prima volta creato in Giappone.

Lyocell

Il lyocell è anch’essa una tipologia di viscosa, prodotta dalla cellulosa di eucalipto. Ha un basso impatto ambientale, perciò viene considerata “ecologica”. Esistono in commercio diversi tipi di lyocell, ma quella più affidabile viene prodotta dall’azienda Lenzig e viene chiamata “Tencel”.

EcoVero

Una delle viscose più all’avanguardia, create di recente, è il tessuto EcoVero. Si tratta di un tessuto derivato da fonti di cellulosa sostenibili, prodotto con una bassa quantità di emissioni e utilizzando il 50% in meno di acqua rispetto alla classica viscosa.

Slow Fashion - moda sostenibile, acquista con consapevolezza

Acquisto consapevole e Slow Fashion

Indagare sulla sostenibilità dell’industria tessile è sicuramente un grosso passo avanti verso la salvaguardia del pianeta, ma, qualsiasi sia il processo di produzione di un capo di abbigliamento, il tessuto veramente ecologico è quello che non viene messo sul mercato.

La moda sostenibile è basata su un principio molto semplice: acquistare meno capi di abbigliamento, e sceglierli durevoli e di alta qualità.

Scegliere di acquistare in modo consapevole ha diversi vantaggi. Il primo è sicuramente un minore spreco e una valorizzazione di ciò che si possiede. Il secondo è un’attenzione maggiore ai temi dell’ecologia e della sostenibilità.

I capi di qualità, prodotti con tessuti naturali o ecosostenibili, sono creati con un processo che richiede meno acqua, produce meno particelle inquinanti e utilizza prodotti chimici sicuri per la pelle e per l’ambiente.

Acquista meno, acquista meglio

Anche se i capi di qualità hanno costi più alti,  sono un vero e proprio investimento: possono durare diversi anni se trattati con cura, e sono di solito creati con linee e pattern che non passano mai di moda, non perché manchino di personalità o originalità, ma perché, se acquistati con consapevolezza, rispondono al tuo gusto personale. Qualsiasi sia il trend del momento, è il proprio stile a diventare protagonista. 

Si tratta di un concetto totalmente opposto a quello della fast fashion, che si alimenta sul continuo ricambio delle collezioni, così spesso si finisce per buttare un capo dopo qualche mese perché non è più trendy o perché è composto di un tessuto di cattiva qualità. Inoltre, le aziende che producono collezioni nuove ogni tre mesi, si trovano costrette a distruggere una parte dei capi che producono, per l’incalzare delle stagioni, non potendosi permettere di riproporre lo stesso identico capo tutto l’anno e per due anni consecutivi.

Novità e spreco, spesso, coesistono.

 

Cosa bolle in pentola: Bandana per la primavera

Cosa bolle in pentola: Bandana per la primavera

Bandana Artistante: coloratissime!

Saranno 8 le fantasie delle nuove bandana che ho pensato per la primavera 2021, tutte come sempre coloratissime, stampate su una mussola di cotone certificato GOTS. Stamperò pochissimi esemplari per fansatia, perché mi piace variare e apprezzo l’idea che si tratti di oggetti praticamente unici.

 

Indice

 

Bandana blu di Prussia fantasia araldica ARTISTANTE, cotone biologico

Cosa significa Bandana?

Ha un suono esotico che, non so perché, associavo allo spagnolo. Invece, scopro che Bandana viene dal sanscrito “banshana”, che significa semplicemente legaccio, fiocco, nodo.  Insomma, non è poi complicato: si tratta di un fazzoletto quadrato da annodare alla testa o al collo, in alcuni casi anche al braccio o alla borsa. Si porta per estetica, ma a volte anche come “bandiera” per segnalare l’appartenenza ad un gruppo. Ne sono un esempio quelle usate dai motociclisti o dai militari di un determinato battaglione.  La bandana è un oggetto molto semplice, con mille declinazioni e possibilità.

Storia della Bandana

Anche i soldati romani portavano un fazzoletto quadrato, che usavano per proteggersi la gola o la testa durante le loro lunghe marce, o lo chiudevano su se stesso per portare vettovaglie, usandolo come borsello improvvisato. Anche le matrone ne facevano uso: in questo caso si chiamava “Mappa” e veniva legato al polso. Lo utilizzavano per pulirsi il viso dal sudore o dalla polvere.

Insomma, un fazzoletto quadrato di stoffa fa sempre comodo, e forse la bandana è sempre esistita.

Ai tempi della Rivoluzione Americana, assunse il ruolo di vessillo politico, quando Martha Washington ne fece realizzare uno per suo marito, George Washington. La fantasia stampata sul fazzoletto lo ritraeva a cavallo con cannoni e scritte che inneggiavano all’indipendenza americana.

storia della bandana, cosa significa e come si porta

Forse è proprio in America che la bandana ha il suo maggior successo. Il fazzoletto di cotone legato alla nuca serviva per proteggere naso e bocca durante gli spostamenti verso ovest: per i pionieri e, soprattutto, per i cowboy, la bandana era un accessorio indispensabile. E non dimentichiamoci dei banditi…

Come Cowboy moderni, la bandana viene ripresa anche dalle bande di motociclisti e, più di recente, dalle gang metropolitane. Insomma, si direbbe che la bandana sia la versione non molto per bene e sicuramente meno patinata del foulard.

Negli anni settanta viene esibita dalle star del rock e impazza negli anni ottanta tra gli adolescenti: dai metallari ai paninari, tutti avvano il proprio modo di indossare la bandana.

Forse per riscoprire quel sapore giovanile, più ingenuo che trasgressivo, nel 2010 Luis Vuitton inserisce la bandana nella sua Cosmic Blossom Collection, con fantasie disegnate dall’artista giapponese Takashi Murakami.

Come si indossa la bandana?

La bandana viene indossata da uomini e donne indifferentemente, solo con qualche differenza di stile. Ad esempio, entrambi la portano in testa all’indiana (avete presente Azxel Rose?) anche se a volte le donne la mettono di sbiego, come fascia per i capelli. Anche la versione pirata, a triagolo sulla testa, è molto usata da entrami i sessi, e al collo, ossia alla cowboy, rende sia in versione motociclista che in versione pink lady.

come indossare la bandana da uomo
come indossare la bandana sui capelli

Cosa abbinare alla bandana?

Sulla bandana può essere stampata qualsiasi fantasia, ma siamo abituati ad identificarle con quelle monocromatiche, di solito rosso, blu o neri, con i disegni cashmere in contrasto bianchi e neri. Se ci liberiamo da questo dictact, che ci imporrebbe un look molto cashual jeans e maglietta, magari con un giubbottino corto, la bandana può trovare il proprio ruolo anche su un outfit più formale, ad esempio legata alla borsa o usata come cravattino. Certo, poi bisogna abbinare la fantasia al resto.

In generale, però, la bandana è fatta per un contesto sbarazzino: meno impegnativa del foulard, mette in campo l’ironia e permette abbinamenti azzardati, anzi, anche del tutto casuali.

Bandana bianco con fantasia colorata turchese e rosa, mussola di cotone biologico, originale ARTISTANTE

Planner settimanale 2021: download gratuito

Planner settimanale 2021: download gratuito

planner settimanale stampabile - download gratuito ARTISTANTE

Insomma, come è andato quest’anno?

Può sembrare una domanda retorica in termini globali, ma quando si scende nel dettaglio la risposta non è scontata, perché ogni singola persona è un caso a sé, persino in mezzo ad una pandemia.
Il 2020 finirà senza dubbio sui libri con il suo carico di sventure planetarie, ma, per un attimo, prova a scollegare tutte le responsabilità che ti coinvolgono nella collettività e pensa al tuo piccolo: alla tua casa, alla tua giornata, al tuo orto. Lo faccio molto spesso, ultimamente, perché è qui, in uno spazio personale davvero molto piccolo, che avvengono le rivoluzioni. Sento che tutto il materiale di cui ho bisogno per progettare il prossimo anno è molto vicino a me, a portata di mano.

Per il 2021, ti auguro principalmente tre cose:

  • Un piano, fatto di piccoli problemi spezzettati e ben impacchettati.
  • L’immaginazione per concepire altrettante piccole soluzioni.
  • Il carburante, per poterci lavorare.

Alcuni dicono che il carburante sia l’amore, altri il denaro, altri ancora la fede o una grande autostima. Per me il carburante principale è l’Arte, che sperimento come creativa, ma soprattutto come fruitrice: datemi una dose di arte e solleverò il mondo.

Qual è il tuo carburante?

Pensaci bene, non è quasi mai la prima cosa che ti viene in mente. Quando senti di avere la risposta, non dimenticarla più e, se vuoi, condividi la tua scoperta nei commenti.

Ed ecco un piccolo aiuto:

Il Planner Settimanale

Bene, ora che sai dove procurarti la benzina, sei pronto per il lavorare al tuo piano. Un piccolo aiuto può venire da un foglio di carta ben organizzato, come un planner settimanale. Scarica il mio planner stampabile: 12 diverse fantasie, per scegliere ogni mese, ma anche ogni settimana, quella che ti ispira di più.

Dicono di Artistante…edizione Natale 2020!

Dicono di Artistante…edizione Natale 2020!

Oggi più che mai, è difficile per noi creativi entrare in contatto con il pubblico. Non avendo un negozio fisico, ma solo uno shop online, a volte mi sento isolata. Per fortuna, ho un ottimo dialogo con i miei clienti e con i lettori del blog, che riescono sempre a trasmettermi le loro opinioni, con il calore di cui ho bisogno.

Ho anche voluto inviare alcuni dei miei prodotti a donne che ammiro per il loro stile e sono molto felice che li abbiano accolti e valorizzati. Ve le vorrei presentare.

francesca chelli con i miei foulard di seta orlati a mano ARTISTANTE

My style notebook di Francesca Chelli

 

È uscito l’editoriale di Natale di Francesca Chelli, con i suoi suggerimenti per i regali di Natale e Artistante è presente con i Foulard di Seta, insieme a tante altre idee regalo oroginali, con una caratteristica in comune: sono tutti oggetti di arte o di artigianato artistico, all’insegna dell’originalità e della raffinatezza.

marie con il mio foulard BELLA DI NOTTE in seta pura e orlo cucito a mano

easymomswissmade di Marie Biondini

 

Il blog di Marie ospita per la seconda volta le creazioni Artistante nel suo articolo dedicato alle idee regalo per il Natale 2020. Nell’Articolo sono presenti le stole DIPLART cotone + seta e i foulard di seta. Anche in questo caso, Marie dimostra tutto il suo impegno per sostenere i piccoli brand Made in Italy e le chicche del nostro artigianato artistico.

sciarpe e stole Artistante

Emanuela Ambrassa

Le sue foto su IG mi hanno colpita per un gusto a metà strada tra il classico e l’eccentrico, per i coordinati originali e un uso dei colori che tradisce consapevolezza. Il look che ha inventato per la mia Stola DIPLART lana+lana è tutto da ammirare. Infatti, le stole sono andare a ruba!

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Una mostra personale a prova di pandemia

Come per la sfilata di moda virtuale, la collaborazione fra creativi inventa modi sempre nuovi per condividere l’arte. Grazie a questo progetto Aladar Music, le mie tele e i miei disegni hanno trovato un luogo sicuro per essere condivisi. Seguitemi in questo tour virtuale di soli 5 minuti, una veloce carrellata che ospita sia gli acrilici su tela, che opere in digital art, come i ritratti femminili e alcuni dei pattern destinati ai tessuti.

Perché una mostra pittorica virtuale

Alcuni di noi storcono il naso anche solo a sentire la parola “virtuale”. Del resto, niente sostituirà mai l’esperienza dal vivo, perché apprendiamo e amiamo non solo con la mente, ma anche con i cinque sensi.

Internet, però, ci offre un’opportunità che stiamo imparando ad apprezzare a causa delle restrizioni dovute alla pandemia, ma che possiamo sfruttare anche in tempi liberi dalla paura del contagio. I canali di diffusione dell’arte non sono mai troppi: se per conoscere un’artista dall’altra parte del mondo devo accedere al suo canale youtube o al suo profilo su Instagram, sono grata al web di poterlo fare. 

Ti invito quindi a farmi visita in questo luogo, all’apparenza distante e asettico, ma pieno dei miei colori e di quello che davvero importa: una visione artistica.

Grazie a tutti per la visita!

 

Artworks by Paola Vagnoli artistante.com
Music by Soulwaves
Video Montaggio by Aladar Music
www.aladarmusic.com

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