del Ciclo Nordico ed esposta a Lucca fino al 30 agosto 2019.

Il dio della caccia, Pow-tah, durante una battuta raccolse un cucciolo di orso trovato nella tana della madre uccisa. Lo chiamò Kak-tee, “Figlio della freccia” e decise di tenerlo con sé.
Pow-Tah si affezionò tanto al suo orso da non volersene più separare e arrivò persino a proibire la caccia dei suoi simili a tutti gli altri dei.
Uno degli altri dei, Saluh-WiNee, il dio della paura, invidioso del favore che Pow-Tah godeva nel cielo ma in particolare geloso dell’amore fra questi e la dea della Luna Pante-Sao-Kah, decise di uccidere l’orso.
Il crudele e vigliacco Salu-Wenee attese il momento propizio e tese una trappola a Kak-Tee, gettandolo sulla Terra che allora era solo un sasso arido.
Ma lì Kak-Tee, decomponendosi e bagnato dalle lacrime di Pow-Tah e degli altri dei diede vita a quel sasso creando il mondo che conosciamo.